BLOG

9 Luglio 2026

Tennis e investimenti: nel lungo periodo vince chi sbaglia meno

Cosa insegna il tennis sulla gestione emotiva degli investimenti: perché, sui mercati, evitare gli errori conta più del colpo da campione
Image

Chi segue il tennis lo ha sentito dire mille volte: vince chi sbaglia meno. È una dinamica che si nota soprattutto a livello giovanile e dilettantistico, dove le partite si decidono più sugli errori che sui colpi spettacolari. Tuttavia la validità rimane, in modo più sottile, anche per i professionisti.

Ma cosa c’entra il tennis con gli investimenti? La vicinanza è più stretta di quanto si possa immaginare. Anche negli investimenti, infatti, nel lungo periodo, a fare la differenza non è il “colpo da campione”, quell’operazione geniale che ti cambia il portafoglio, ma commettere il minor numero di errori

Perché negli investimenti l’errore costa più di un colpo di genio?

Nel tennis, quando sbagli, perdi un punto. Fastidioso, ma recuperabile: il punto dopo riparti da zero. Negli investimenti il meccanismo è diverso e molto più severo. Quando commetti un errore non perdi un punto, perdi soldi

Quando si realizza questo scenario, si innesca un meccanismo che spesso viene sottovalutato: prima hai bisogno di tempo per recuperare quanto hai perso e solo dopo puoi ricominciare a far crescere il capitale.

Facciamo un esempio semplice per rendere meglio l’idea: se un investimento perde il 50%, per tornare al punto di partenza non basta un +50%, ma serve un +100%. Insomma, recuperare è più difficile che evitare di sbagliare.

Ed ecco il vero problema: nel tentativo di recuperare in fretta, molti investitori commettono errori ancora peggiori. Magari alzano il rischio, inseguono il mercato oppure prendono decisioni di pancia. Il rischio è che, dopo un errore, se ne potrebbero accumulare altri.

Il vero costo di un errore: economico ed emotivo

La similitudine tra tennis e investimenti non finisce qui. C’è un secondo aspetto, ancora più insidioso, che li lega: la dimensione emotiva.

Un errore, durante un incontro di tennis non resta solo sul tabellone, resta nella testa dell’atleta. Quel dritto sbagliato in un momento chiave può condizionare i punti successivi, ti fa giocare contratto, ti porta a sbagliare di più. 

È lo stesso circolo vizioso di cui ho accennato poco fa quando si tratta di denaro: una perdita lascia un segno che influenza le decisioni future, spesso spingendo verso scelte difensive o, al contrario, avventate.

Per questo un errore di investimento ha sempre due costi: uno economico, misurabile, e uno emotivo, che pesa sulle scelte che verranno. Imparare a gestire il secondo è ciò che distingue un investitore che resta lucido da uno che si fa travolgere.

La lezione del Roland Garros 2026 per gli investitori

Alexander Zverev ha conquistato il suo primo titolo Slam nell’ultimo Roland Garros, battendo l’azzurro Flavio Cobolli in cinque set, al termine di oltre quattro ore di gioco, dopo che Cobolli era riuscito a portare il match al set decisivo. 

Una partita lunghissima, in cui non ha vinto chi ha tentato il colpo impossibile, ma chi è riuscito a reggere la tensione e a sbagliare meno nei momenti che contavano.

Le finali dei tornei di tennis sono la dimostrazione perfetta di quanto gli errori, sotto pressione, possano decidere tutto.

Non è un caso che alcuni punti decisivi si chiudano non con un vincente, ma con un errore o un doppio fallo nel momento sbagliato. La pressione amplifica gli sbagli e chi gestisce meglio l’emotività porta a casa il risultato.

La stessa cosa vale sui mercati: nelle fasi di forte volatilità “vince” chi mantiene disciplina e coerenza mentre la tentazione di investire o disinvestire è più forte.

Come gestire l’emotività negli investimenti?

Se nel tennis ci si allena per ridurre gli errori, negli investimenti vale lo stesso principio: si lavora a monte, costruendo un sistema che limiti le decisioni impulsive. 

Tieni presente questi passaggi:

  • definisci un piano e rispettalo. Avere obiettivi chiari e un orizzonte temporale chiaro riduce la tentazione di reagire a ogni notizia,
  • diversifica. Un portafoglio ben costruito assorbe i colpi meglio di una scommessa concentrata,
  • automatizza le buone abitudini. Quando le decisioni corrette diventano automatiche, l’emotività ha meno spazio per fare danni nei momenti difficili,
  • non rincorrere le perdite. Dopo un errore, non fermarti sull’idea di recuperare in fretta, ma torna al piano iniziale.

Insomma, il filo conduttore è sempre lo stesso: concentrati sul proteggere il capitale prima e poi di farlo crescere. Evitare l’errore grave conta più del singolo grande successo.

Tennis e investimenti si somigliano più di quanto sembri. In entrambi, nel lungo periodo, non vince chi fa il colpo da campione, ma chi sbaglia meno e sa gestire gli strascichi di un eventuale errore.

La buona notizia è che la gestione emotiva non è un talento innato: è una competenza che si costruisce, con un metodo, un piano e, quando serve, il supporto di un professionista che può aiutarti a restare lucido proprio quando la pressione sale.

ImageImage

Messaggio pubblicitario con finalita promozionale. I contenuti degli articoli pubblicati sul presente sito sono redatti da Diego Mazzi. Fineco non si assume alcuna responsabilità in merito alla correttezza, completezza e veridicità delle informazioni fornite. Il contenuto degli articoli pubblicati su questo blog non rappresenta in alcun modo una ricerca in materia di investimenti, né un servizio di consulenza in materia di investimenti, né attività di offerta al pubblico di strumenti finanziari. Eventuali decisioni che ne conseguono sono da ritenersi assunte dal cliente in piena autonomia ed a proprio rischio. Fineco declina ogni responsabilità circa eventuali danni lamentati in conseguenza delle decisioni di investimento assunte.