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Negli ultimi anni – e in particolare negli ultimi mesi – le obbligazioni sono tornate al centro dell’attenzione degli investitori. Dopo un lunghissimo periodo caratterizzato da tassi di interesse molto bassi – in alcuni casi addirittura negativi – oggi è di nuovo possibile costruire un portafoglio obbligazionario con rendimenti interessanti, con valori che non si vedevano da oltre 15 anni.
Comprare obbligazioni oggi, quindi, è conveniente? Oppure è meglio aspettare tassi ancora più alti?
La domanda sembra semplice, eppure la risposta non è così immediata. Perché dietro al pensiero: “aspetto ancora un po’” si nasconde in realtà una previsione: quella che in futuro i rendimenti obbligazionari saranno più alti degli attuali.
Ma nessuno sa con certezza se sarà davvero così…
Obbligazioni e tassi di interesse: cosa succede ai prezzi?
Partiamo da uno dei meccanismi fondamentali del mercato obbligazionario: immaginiamo di acquistare oggi un’obbligazione che offre un rendimento del 3%. Domani le condizioni cambiano e nuove obbligazioni simili vengono offerte sul mercato con un rendimento del 4%.
Il nostro titolo al 3% diventa meno interessante: perché qualcuno dovrebbe scegliere quella obbligazione quando con la stessa cifra può acquistare una simile che rende di più? Per tornare competitivo, il prezzo della nostra obbligazione dovrà scendere.
Vale anche il contrario: se i rendimenti di mercato scendessero dal 3% al 2%, la nostra obbligazione diventerebbe più interessante e il suo prezzo potrebbe salire.
Il principio da ricordare è piuttosto semplice:
- quando i tassi salgono, il prezzo delle obbligazioni tende a scendere
- quando i tassi scendono, il prezzo tende a salire.
Se fossimo certi che nei prossimi mesi i tassi scenderanno, potrebbe avere senso acquistare obbligazioni con duration più elevata, cercando di beneficiare anche dell’eventuale aumento del loro prezzo. Se sapessimo, al contrario, che saliranno ancora, sarebbe preferibile mantenere scadenze più brevi per poter reinvestire successivamente a rendimenti superiori.
Il problema è racchiuso in due parole: “se sapessimo”.
Qual è il momento migliore per acquistare obbligazioni?
Quando un investitore dice: “Preferisco aspettare perché penso che tra qualche mese i rendimenti saranno più alti”, non sta evitando di scegliere. Ha già preso la sua decisione. Anche aspettare è un’opzione.
L’investitore in questione sta scommettendo sul fatto che i tassi saliranno. E potrebbe avere ragione. In tal caso avrebbe la possibilità di acquistare in un secondo momento obbligazioni a condizioni migliori.
Ma se accadesse il contrario? Se i tassi iniziassero a scendere, i rendimenti oggi disponibili potrebbero non esserci più e le obbligazioni già presenti sul mercato potrebbero aumentare di valore.
Allo stesso modo, investire oggi tutto il capitale disponibile su scadenze lunghe significa implicitamente fare la scommessa opposta.
In altre parole:
- aspettare rendimenti più alti significa scommettere che saliranno
- comprare tutto oggi significa scommettere che non lo faranno.
Esiste, allora, un modo per non dover scegliere tra queste due scommesse?
Cos’è la strategia bond ladder?
Una possibilità consiste nel rinunciare alla necessità di scegliere un unico momento e un’unica scadenza, distribuendo invece il portafoglio obbligazionario su scadenze differenti e progressive.
È un approccio conosciuto anche come bond ladder, ovvero una “scala obbligazionaria”.
Il principio è semplice: una parte delle obbligazioni scadrà prima, un’altra in un secondo momento e un’altra ancora più avanti nel tempo. In questo modo una parte del capitale tornerà periodicamente disponibile.
Se nel frattempo i rendimenti saranno aumentati, le somme rimborsate potranno essere reinvestite alle nuove condizioni. Se invece saranno diminuiti, una parte del patrimonio continuerà a beneficiare dei rendimenti fissati sulle scadenze più lunghe.
Non è una strategia magica e non garantisce di ottenere il rendimento massimo possibile, è bene saperlo, ma permette di gestire il portafoglio in modo consapevole e controllato.
Investire in obbligazioni oggi: la strategia
Più che cercare il miglior risultato possibile nello scenario che abbiamo previsto, può essere utile costruire una strategia capace di ottenere un buon risultato in molti scenari differenti.
Questo non significa soltanto dividere il capitale in parti uguali tra varie scadenze. Quali scadenze scegliere, quanto capitale destinare a ciascuna, quali emittenti utilizzare e quanto rischio assumere dipende da:
- obiettivi
- orizzonte temporale
- patrimonio totale dell’investitore.
Chi avrà bisogno di una determinata somma tra tre anni ha esigenze del tutto diverse da chi sta costruendo una componente obbligazionaria con un orizzonte di dieci o quindici anni.
Quali sono i rischi degli investimenti in obbligazioni?
Investire significa convivere continuamente con l’incertezza. Quando i mercati salgono ci chiediamo se siano troppo cari. Quando scendono abbiamo paura che possano scendere ancora. Quando i rendimenti obbligazionari aumentano aspettiamo che aumentino ulteriormente. Quando iniziano a diminuire ci chiediamo se ormai sia troppo tardi.
Il rischio vero, in realtà, è trascorrere la propria vita finanziaria aspettando condizioni perfette che diventano evidenti soltanto quando sono già passate.
Ecco perché una buona strategia di investimento non dovrebbe essere costruita sulla capacità di prevedere cosa faranno domani i mercati, i tassi di interesse o le banche centrali; deve funzionare anche accettando che le previsioni possano essere sbagliate.
Non serve indovinare dove andranno i tassi. Serve costruire una strategia che non abbia bisogno di indovinarlo.
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