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Secondo i calcoli, il 2022 è stato il terzo anno peggiore per un il classico portafoglio 60/40 negli ultimi 95 anni.
Il forte calo sui mercati del 2022, infatti, ha coinvolto sia obbligazioni che azioni, ricadendo, appunto sui portafogli composti al 60% di azioni e al 40% di obbligazioni.
“È morto”. “Non funzionerà più in futuro”. “Le correlazioni per azioni e obbligazioni sono più elevate quando l’inflazione è più elevata”. E così via…
Le affermazioni di esperti e investitori sono andate in questa direzione, ma è veramente così? Cerchiamo di saperne di più.
Il portafoglio 60/40 è ancora affidabile?
Alcuni media e pagine di finanza hanno messo in cattiva luce il portafoglio 60/40 solo in virtù di un brutto anno, senza guardare alla situazione che ha creato tale performance.
Obiettivamente, il 2022 è stato un anno piuttosto brutto, ma è già passato 1 anno, e già il 2023 ha visto il segno verde.
Gli anni brutti accadono per ogni asset class e strategia. Si chiamano “attività di rischio” proprio per questo.
Bisogna tener presente che un anno non è sufficiente per definire se una strategia è di successo oppure no.
È vero, il 2022 è stato uno degli anni peggiori di sempre per un portafoglio 60/40, ma affidiamoci ai dati, per capire cosa è accaduto davvero. Prendiamo ad esempio i mercati statunitensi e i 10 rendimenti peggiori per anno solare, per un portafoglio comprendente l’S&P 500 e i Treasury a 10 anni (i “BTP USA”) dal 1928:

Rendimenti del portafoglio 60/40 nel tempo
Una parte di esperti finanziari ritiene che il portafoglio 60/40 sia un costrutto dell’era disinflazionistica dal 1980 al 2021, sottolineando che l’unica ragione per cui i rendimenti erano così alti era per:
- tassi in calo
- inflazione in calo.
Questi fattori favorevoli hanno sicuramente aiutato, ma i rendimenti dei mercati finanziari non erano così terribili nell’era pre-1980.
Ecco, dunque, i rendimenti nel corso dei 41 anni dal 1981 al 2021, con tassi e inflazione per lo più in calo, e il periodo di 41 anni dal 1940 al 1980, con tassi e inflazione per lo più in aumento:

Il periodo di 41 anni dal 1981 al 2021 è stato aiutato dal calo dei tassi e dagli elevati rendimenti iniziali delle obbligazioni, ma neppure i 40 anni precedenti sono stati così male.
Ampliamo ancora di più la nostra osservazione: dal 1928 al 2022, con una visione a lungo termine, il rendimento è stato dell’8,1% annuo.
Dunque, il contesto con tassi più alti e inflazione dal 1940 al 1980 non è stato poi così lontano dalla media di lungo periodo.
Alla luce dei rendimenti annuali dal 2013 al 2022, pari al 7,7%, sembra davvero assurdo che il 2022 sia stato uno degli anni peggiori di sempre per il portafoglio 60/40.
Come diversificano i portafogli 60/40?
In tanti anni di lavoro non ho mai incontrato nessuno che abbia effettivamente e costantemente suddiviso tutti i propri soldi in parti esatte tra il 60% di azioni e il 40% di obbligazioni.
La maggior parte degli investitori:
- possiede alcuni immobili
- tiene dei contanti
- investite in alcuni titoli singoli
- adotta anche altre strategie (ad esempio: REIT, azioni estere, small cap, mid cap, value, momentum, dividendi, alternative, tematici, high yield, obbligazioni societarie…).
In questo senso, la maggior parte dei portafogli è più simile a dei fondi di investimento, alcuni dei quali hanno un’allocazione pari al 60% in azioni e al 40% in obbligazioni, ma in modo più diversificato.
I portafogli, in generale, cambiano anche le allocazioni nel tempo, mentre il portafoglio 60/40 è statico e può solo essere ribilanciato.
Quali saranno i rendimenti del portafoglio 60/40?
Nessuno può conoscere o fare promesse sui rendimenti futuri, perché, come sottolineo spesso, non è possibile prevedere cosa farà il mercato azionario o i tassi di interesse in futuro.
Ma i rendimenti attesi del portafoglio 60/40 per i prossimi anni sono in una posizione abbastanza buona in questo momento, in particolare per il guadagno che gli investitori potranno ottenere dal 40% obbligazionario.
Se guadagni qualcosa nell’ordine del 4-6% sulle tue obbligazioni, la parte azionaria di un portafoglio diversificato non deve fare cose straordinarie per darti un sovra rendimento.
Dire che il 60/40 “è morto” è come dire che la diversificazione è morta. È una visione miope che non ha alcun fondamento nella realtà e, soprattutto, nei dati.
I portafogli diversificati sono vivi e vegeti!
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