Ha senso modificare il portafoglio per abbassare rischio e volatilità? È la grande domanda, in questi tempi di incertezze geopolitiche ed economiche.
Ciò che porta le persone a porsi questo quesito è soprattutto la paura che le questioni economiche e politiche portino a una grave recessione, con le ovvie conseguenze per i mercati.
Esaminiamo quanto le previsioni possano essere davvero affidabili e qual è l’approccio migliore per tutelare il proprio denaro in caso di crisi.
È possibile prevedere una recessione economica?
Pur essendo dentro il settore e conoscendo i meccanismi, per nessuno è facile fare previsioni azzeccate. Partiamo con un paio di dati. Dal 1950 nei principali paesi sviluppati si sono verificate 11 recessioni:
- in media, abbiamo sperimentato una recessione in un anno su sette circa
- la durata media di queste recessioni è stata di 10 mesi.
Proprio seguendo questa linea, tutti davano per certa una recessione nel 2022, che, però, non è mai arrivata. Così come non è arrivata l’anno successivo:
In 40, 50 anni, numeri alla mano, sarà possibile sperimentare 6 o 7 recessioni, con 10 o più periodi di mercati in forte calo, dei quali 3 o 4 epocali. Forse di più, forse di meno.
Quali sono le probabilità di riuscire a prevederli tutti in anticipo? Meno dello 0%!
Qualunque sarà la ragione della prossima recessione (i dazi, una guerra, l’inflazione, i tassi, una crisi finanziaria, una pandemia…), meglio non affidarsi alle capacità di nessuno di prevederla in anticipo.
Recessioni e previsioni: il caso Dalio
“Non posso dirti esattamente quando arriverà, è come un infarto. Ti stai avvicinando. Immagino che ci vorranno tre anni, più o meno un anno, qualcosa del genere”.
Questa frase è di Ray Dalio, famoso proprietario di un hedge fund e scrittore di libri “cult” di finanza. Con queste parole ci dà circa tre anni di tempo prima che gli Stati Uniti abbiano un infarto a causa dei troppi debiti:
Dalio è un miliardario che ha fatto un sacco di soldi sui mercati. Di sicuro dovremmo ascoltare i suoi avvertimenti, giusto?
Magari avrà ragione, ma vale la pena notare che Dalio cerca di prevedere una nuova crisi finanziaria praticamente ogni due anni, come evidente da diversi suoi articoli.

Questi titoli risalgono al 2015, 2017; periodo in cui Dalio era ossessionato dall’analogia con quanto accaduto sui mercati nel 1937.
Nel 1937, infatti, tutti pensavano che l’economia fosse fuori pericolo dopo la Grande Depressione, ma un’altra recessione portò a un brutto crollo del 50% del mercato azionario.
Dalio ci ha riprovato nel 2019 prevedendo una recessione nel 2020:
Su questa ha avuto ragione, ma solo perché siamo entrati in recessione a causa del Covid. Tutti, invece, avevano previsto una recessione nel 2022; era una questione di quando, non di se.
L’inflazione era alta, la Fed stava alzando i tassi e c’era una guerra in Ucraina. E anche Dalio è saltato su questo treno:
Questa è stata la tempesta perfetta; Dalio dichiara al Greenwich Economic Forum: “La Fed e il governo insieme hanno dato enormi quantità di debito e credito e hanno creato una bolla. Ora stanno frenando. Quindi ora creeremo una gigantesca scossa all’indietro”.
Fortunatamente siamo riusciti a schivare quel proiettile.
Cosa voglio dimostrare con questi riferimenti? Che pur arrivando da un conoscitore del settore, queste previsioni non si sono mai avverate.
Dalio si è rivelato un pessimo previsore di crisi. Inoltre, tali previsioni macro non hanno realmente avuto un impatto sulle performance del suo hedge fund Bridgewater (che rimane uno dei più grandi hedge fund al mondo con un track record a lungo termine invidiabile).
Nonostante le sue predizioni catastrofiche, il suo hedge fund Bridgewater investe seguendo regole ben definite, basate su modelli quantitativi piuttosto che sulla capacità di previsione umana di Ray Dalio.
Cosa fare in caso di recessione economica?
Chiarito il punto sulla scarsa validità delle previsioni, procediamo per supposizione. Ipotizziamo che la previsione della recessione sia corretta. Cosa è meglio fare?
Vendere strumenti azionari? Comprare quelli obbligazionari? Prevedere anche quando il mercato tocca il minimo prima di ripartire? Potrebbe essere un buon momento per alleggerire un po’ il rischio dopo un mercato rialzista?
Il punto è che pur sapendo della recessione, potrebbe essere difficoltoso agire, prendere la giusta decisione nel momento corretto. Le probabilità di sbagliare modo di investire aumentano esponenzialmente quando cerchi di evitare gli ostacoli.
Inoltre, anche se non ci fosse una recessione, potrebbe esserci comunque una correzione fisiologica del mercato azionario. Dal 1929 ad oggi i mercati sono scesi più del 20% per 23 volte, ma solo in 12 di queste volte il ribasso è stato causato da una recessione.
Insomma, meglio non programmare i propri acquisti e vendite in base alla capacità di prevedere i tempi della prossima recessione. Nessun ricco si è mai arricchito grazie a delle previsioni corrette.
Come proteggere il portafoglio da una recessione?
Non sappiamo quando né perché, ma prima o poi avremo un’altra recessione. Puoi prepararti a questa eventualità senza cercare di prevederla in anticipo.
La strada non è affidarsi alle previsioni, ma includere i brutti momenti nel tuo piano finanziario.
Se hai fatto una buona pianificazione finanziaria e hai un lungo orizzonte temporale, infatti, perché dovresti preoccuparti di cosa succederà nei prossimi 12 mesi a soldi che comunque non dovrai toccare?
Il modo migliore per farti trovare pronto è definire un portafoglio che si adatti al tuo profilo di rischio e al tuo orizzonte temporale, indipendentemente dalla situazione economica.
Il processo di investimento non dovrebbe cambiare in base a delle previsioni macroeconomiche, che siano nostre idee e deduzioni o quelle di qualcun altro; nemmeno se si tratta di previsioni di un gestore che ha rilasciato un’intervista, di uno youtuber, di un trader…
È la disciplina che fa la differenza per il tuo portafoglio nel lungo termine.