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22 Gennaio 2026

Previsioni e rischi per gli investimenti nel 2026

I veri rischi per il futuro e le lezioni sugli investimenti che arrivano dagli andamenti del 2025
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Siamo entrati nella stagione delle previsioni. Ogni fine anno porta con sé una valanga di report su cosa aspettarsi dai mercati: maggiori rischi, grandi opportunità, target di prezzo, scenari per il 2026.

Ma la fine di un anno – e l’inizio di quello successivo – è anche il momento migliore per fermarsi un attimo e riflettere su ciò che è appena accaduto. È molto più utile dedurre delle lezioni di investimento appena vissute, piuttosto che tentare di indovinare cosa succederà nei prossimi dodici mesi.

Anche se le previsioni attirano più attenzione, infatti, raramente aiutano a investire meglio.

Quali sono le principali lezioni di investimento?

C’è un piccolo segreto che riguarda le lezioni di investimento: in realtà, non cambiano mai.

Cambiano i contesti, cambiano le narrazioni, cambiano i protagonisti. Ma le dinamiche di fondo restano sempre le stesse.

Prendiamone come esempio alcune che, il 2025, ancora una volta, ci ha ricordato:

  • la volatilità dei mercati è un’opportunità, non un motivo per abbandonare il piano di investimento
  • paura o avidità non dovrebbero mai guidare le tue decisioni
  • è bene non confondere il proprio orizzonte temporale con quello di qualcun altro
  • attenzione alla FOMO, ovvero alla paura di restare esclusi
  • le scelte finanziarie non dovrebbero mai essere guidate dal senno di poi o dalle performance di breve periodo
  • il panico non è un buon alleato quando si parla di investimenti
  • non sentirti un genio quando il mercato sale, né uno stupido quando scende:  i mercati cambiano continuamente; la natura umana no.

Già, come avrai appena notato, sono sempre le stesse lezioni, quelle che ripetiamo da anni.

Il problema, infatti, non è conoscerle, ormai abbiamo preso confidenza con questi insegnamenti. Il vero problema è metterli in pratica quando serve davvero.

Se fosse così facile fare sempre la cosa giusta, nessuno farebbe errori. La finanza non è diversa: è semplice da capire, difficile da applicare.

Guardando al 2026: l’illusione delle previsioni finanziarie

Se guardiamo avanti, la verità è semplice e un po’ scomoda: nessuno ha idea di cosa accadrà nel 2026.

Deutsche Bank ha recentemente pubblicato un sondaggio sui principali rischi che gli investitori temono per il 2026. Nessuna sorpresa: emergono la paura di una bolla sull’intelligenza artificiale e quella di un errore di politica monetaria della Fed.

Sono timori legittimi, ma la realtà è che potremmo elencare decine di rischi potenziali: geopolitici, economici, finanziari, tecnologici. E potrebbero non finire qui: alcuni rischi, infatti, li vediamo arrivare. Molti altri no.

Ecco perché è più importante concentrarsi su come vengono pianificati gli investimenti anziché pensare alla previsione dei possibili rischi.

Avere ragione dà una soddisfazione enorme all’ego, ma il non cruciale è che il portafoglio sia strutturato per resistere agli imprevisti.

Quali sono i veri rischi per gli investitori?

Il primo vero rischio sono le aspettative fuori controllo. Oggi, non dobbiamo concentrarci tanto su un evento specifico, ma stare piuttosto attenti alle aspettative degli investitori

Negli ultimi anni, infatti, i rendimenti sono stati semplicemente straordinari e ciò rischia di alterare la percezione di ciò che è “normale”.

Basta osservare l’andamento dell’MSCI world (l’indice azionario internazionale) negli ultimi sette anni:

  • 2019: +31,3%
  • 2020: +5,5%
  • 2021: +32,7%
  • 2022: -13,6%
  • 2023: +20,1%
  • 2024: +25,6%
  • 2025: +7,9%

Tolto il 2022, che è stato un anno difficile, 6 anni su 7 hanno visto rendimenti molto buoni, se non addirittura eccezionali.

Nonostante il crollo del Covid nel 2020 e il mercato ribassista del 2022, i mercati azionari sono cresciuti complessivamente di oltre il 150% dal 2019, con un rendimento medio annuo vicino al 16%.

Quanto fidarsi delle previsioni finanziarie?

I dati appena visti ci suggeriscono in modo evidente che i rendimenti elevati non durano per sempre.

I mercati rialzisti possono durare più a lungo di quanto si pensi, ma i rendimenti superiori alla media non possono durare per sempre (per media, si intende quel 9/10% medio storico fatto dai mercati negli ultimi 100 anni).

Prima o poi, rendimenti eccezionali portano a rendimenti inferiori alla media. Spesso, paradossalmente, la causa dei periodi più difficili è proprio la lunga fase positiva che li ha preceduti.

Il rischio maggiore potrebbe materializzarsi nel 2026.
Oppure nel 2027.
O nel 2028.
O in un anno qualsiasi del futuro.

La verità è che non lo sappiamo.

Perché affidarsi alla pianificazione?

Allora, come investitori, come possiamo provare a proteggere il futuro? Il concetto è semplice: l’unica vera difesa non è la previsione, ma la pianificazione. Il metodo prima di tutto.

Alla fine, la domanda giusta non è: “Cosa farà il mercato l’anno prossimo?”. Chiediti piuttosto: “Il mio portafoglio è coerente con i miei obiettivi, il mio orizzonte temporale e la mia tolleranza al rischio?”.

Sarà la risposta che ti darai a farti trovare il modo migliore per te di organizzare le tue finanze e, di conseguenza, proteggerle insieme ai tuoi progetti futuri.

Le lezioni del 2025 non sono nuove, eppure restano ancora attuali. Ed ecco, finalmente, una previsione certa: continueranno a esserlo anche nel 2026, a prescindere da come andranno i mercati.

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