Uragani. Incendi. Alluvioni. Inondazioni. Caldo intenso. Se questi eventi continueranno, il cambiamento climatico rappresenterà uno dei maggiori rischi anche per il mercato immobiliare negli anni a venire.

Vari report, infatti, hanno stimato in 200 miliardi di dollari all’anno l’ammontare dei danni legati al cambiamento climatico. In prima fila gli USA, con quasi la metà dell’importo calcolato. 

La buona notizia è che, a oggi, Italia ed Europa sono meno colpite da determinati fenomeni, e, nello specifico, nel nostro paese i danni sono quasi integralmente causati dalle alluvioni e dalla mancata gestione del rischio idrogeologico.

La cattiva notizia è che queste situazioni si verificano sempre più spesso. Sembra che certi eventi, che erano registrati “una volta ogni 100 anni”, ormai accadano una volta all’anno.

Ad alcune persone potrebbe non importare poi tanto del cambiamento climatico, ma i proprietari di casa se ne accorgono sicuramente quando la polizza assicurativa aumenta.

Vediamo, quindi, come questa condizione climatica che viviamo può andare a intaccare i nostri investimenti, soprattutto per quel che riguarda la sfera immobiliare.

Settore immobiliare e assicurazioni: qual è la situazione attuale?

Come appena accennato, se possiedi una casa, magari hai già sperimentato una variazione dell’assicurazione. Infatti, puoi bloccare il prezzo di acquisto della tua casa e il tasso del mutuo, ma le tariffe assicurative non sono fisse.

Tra l’altro, l’Italia è storicamente un paese “sottoassicurato”, anche nel settore immobiliare, con la classica assicurazione “scoppio/incendio” attivata solo per 2 case su 3.

Per avere un’idea più chiara di quale sia la percentuale di case assicurate rispetto al clima, basta controllare i dati:

Nonostante il settore immobiliare abbia dovuto affrontare crescenti sfide legate alle catastrofi naturali, evidenziando l’importanza di adottare misure preventive come l’assicurazione, la percentuale di case assicurate contro questi eventi rimane sorprendentemente bassa in molte regioni. 

Vediamo, infatti, solo un 5,9% di abitazioni assicurate, contro un 55% che si trovano in una situazione di elevato rischio.

Questo dato è allarmante, considerando l’aumentata frequenza di fenomeni climatici estremi, che possono causare danni significativi alle proprietà. 

Ecco perché è necessario aumentare la consapevolezza sull’importanza dell’assicurazione, non solo come mezzo di protezione finanziaria, ma anche come strategia per mantenere la stabilità e il valore nel mercato immobiliare.

Sottoassicurazione degli immobili

Apriamo una piccola parentesi su una questione critica come la sottoassicurazione, un aspetto che molti proprietari spesso trascurano. 

Quando un immobile è sottoassicurato significa che la somma assicurata è inferiore al suo reale valore di ricostruzione. Ciò può accadere a causa di valutazioni errate, aggiornamenti non comunicati alla compagnia assicurativa o semplicemente per risparmiare sui premi assicurativi. 

Ad esempio, la protezione dagli incendi inserita in polizza anche solo 3 anni fa, è nel 90% dei casi non più adeguata dopo l’ondata inflattiva ormai acquisita.

Ci si trova, quindi, di fronte a questi problemi:

  • i massimali non sono sufficienti a ripagare i sinistri
  • si rischia di far scattare la regola proporzionale: se il bene è sottoassicurato del 30%, avendo pagato un premio inferiore, verrà risarcito meno del massimale assicurato.

Insomma, le conseguenze finanziarie di una sottoassicurazione possono essere davvero pesanti, esponendo il proprietario al rischio di dover coprire personalmente i costi in caso di danni.

Proprietà immobiliari: come proteggersi dalle calamità naturali?

Già a inizio 2024 le compagnie assicurative avevano fatto sapere che le assicurazioni sulla casa, in particolare nelle coperture legate proprio agli eventi atmosferici, avrebbero subito un rincaro del 30% o più

Lo stesso governo italiano sta valutando l’introduzione di un’assicurazione casa obbligatoria contro i danni da maltempo, con un costo stimato attorno ai 150 euro medi a immobile.

Un aspetto già imposto alle imprese entro fine 2024, anche se manca ancora il decreto attuativo. 

Ma perché il governo italiano ha avanzato queste proposte? È semplice: lo Stato italiano non può sostenere economicamente i rischi climatici, che vanno trasferiti ai cittadini.

Del resto, questa è una strada già tracciata anche da altri paesi europei:

Valore degli immobili: come incide il clima?

Il settore immobiliare sarà “toccato” dai cambiamenti climatici anche nei valori degli immobili, visto che i cittadini tenderanno ad allontanarsi dalle zone più a rischio. E qui non si parla solo delle solite zone soggette a esondazioni di fiumi locali, ma anche di centri storici attraversati da grandi fiumi. 

Questa sarà di certo una questione molto importante negli anni a venire sulla quale dobbiamo già interrogarci:

  • assisteremo a un cambiamento nei modelli migratori negli anni a venire?
  • possedere una casa in certe zone potrebbe diventare troppo rischioso?
  • avere una casa in certe zone diventerà troppo costoso a causa dell’aumento dei costi assicurativi?
  • i prezzi delle case inizieranno a scendere nelle zone ad alto rischio e nelle zone che oggi sono ancora considerate a medio rischio?
  • per quanto tempo le compagnie assicurative saranno disposte a intervenire in aree ad alto rischio?
  • in che modo interverrà il governo, che non può più permettersi di accollarsi i rischi climatici?

È impossibile sapere come andrà a finire perché Madre Natura è imprevedibile.

Ma meglio non farsi illusioni: questo sarà uno dei rischi maggiori per molti proprietari di case negli anni a venire.

Il punto di partenza sarà di certo essere pronti a pagare premi più alti per l’assicurazione sulla casa.