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8 Ottobre 2026

Regola del 4% al contrario: quanto patrimonio serve per colmare il gap della pensione

Dalla pensione pubblica al gap da colmare: come usare la regola del 4% al contrario per capire quanto patrimonio serve davvero
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Per gran parte della nostra vita finanziaria ragioniamo in una sola direzione: accumulare. Risparmiamo una parte del reddito, investiamo, versiamo nel fondo pensione e cerchiamo di costruire nel tempo un patrimonio.

Poi arriva la pensione e il problema si ribalta. Non dobbiamo più soltanto chiederci quanto accumulare, ma quanto possiamo prelevare ogni anno dal nostro patrimonio senza rischiare di consumarlo troppo in fretta.

È una domanda fondamentale. E non ha una risposta semplice.

Cos’è e come funziona la regola del 4%?

Negli Stati Uniti esiste una regola molto conosciuta che può aiutarci a iniziare il ragionamento: la cosiddetta regola del 4%.

Il principio è intuitivo:

  • immaginiamo di arrivare alla pensione con 280.000 euro di patrimonio finanziario. Applicando la regola del 4%, il primo anno potremmo prelevare 11.200 euro, poco più di 930 euro al mese, 
  • con un patrimonio di 850.000 euro, il primo prelievo sarebbe invece di 34.000 euro, circa 2.830 euro al mese. Negli anni successivi quella cifra verrebbe man mano adeguata all’inflazione, cercando, anche in questo caso, di mantenere il potere d’acquisto,
  • con un patrimonio di un milione di euro, il primo prelievo sarebbe invece di circa 40.000 euro. 

La regola nasce da studi sui rendimenti storici dei mercati e cerca di individuare un livello di prelievo compatibile con un periodo di pensionamento di circa trent’anni. Attenzione, però: non significa che prelevando il 4% i soldi non finiranno mai.

Non è una legge matematica e non è una percentuale valida per chiunque. È soltanto un punto di partenza.

Inoltre, c’è un aspetto davvero molto interessante: la possibilità di utilizzarla al contrario.

Usare la regola del 4% al contrario: dal reddito che manca al patrimonio necessario

Finora abbiamo usato la regola in una direzione: dato un patrimonio, quanto possiamo prelevare? Ma la stessa logica si può rovesciare: dato il reddito di cui avremo bisogno, quanto patrimonio serve per generarlo?

Anche qui, il calcolo è semplice. Se ogni anno preleviamo il 4% del patrimonio, il patrimonio necessario è pari a circa 25 volte il prelievo annuo. 

In altre parole, per integrare il reddito di 10.000 euro all’anno, ad esempio, servirebbero circa 250.000 euro.

C’è però un passaggio da fare prima: capire quale parte del nostro reddito futuro dovrà davvero arrivare dal patrimonio. Ed è qui che entra in gioco la pensione.

Quanto denaro ci darà la pensione?

Qui è necessaria una distinzione importante rispetto agli Stati Uniti: in Italia, quando smetteremo di lavorare, per la maggior parte di noi una parte significativa del reddito continuerà ad arrivare dalla pensione pubblica.

A questa potrà aggiungersi quanto costruito attraverso un fondo pensione o altre forme di previdenza complementare.

Non possiamo però dare per scontato che la pensione pubblica sia sufficiente a sostituire del tutto il nostro ultimo reddito da lavoro.

Per molti di coloro che andranno in pensione nei prossimi decenni, il rapporto tra pensione e ultimo reddito potrebbe essere meno favorevole rispetto a quello sperimentato dalle generazioni precedenti. Molto dipenderà dalla storia contributiva, dal reddito e dall’età di pensionamento.

Questo significa che il patrimonio personale sarà probabilmente chiamato a svolgere un ruolo sempre più importante nell’integrare la pensione.

Ed è qui che il ragionamento sul 4% diventa interessante anche per noi.

Come calcolare il gap: un esempio

Immaginiamo una coppia che negli ultimi anni di lavoro spenda circa 60.000 euro netti all’anno e desideri mantenere in pensione un tenore di vita simile.

Dalle proprie simulazioni previdenziali emerge che, tra pensioni pubbliche ed eventuale previdenza complementare, potrà contare su circa 45.000 euro netti all’anno. Mancano quindi 15.000 euro all’anno.

Non dobbiamo costruire un patrimonio capace di generare altri 60.000 euro. Dobbiamo cercare di colmare quella differenza.

Dal gap al patrimonio necessario 

Utilizzando il 4% come riferimento, per integrare il reddito di 15.000 euro servirebbe un patrimonio finanziario di circa 375.000 euro.

Se invece la differenza fosse di 20.000 euro all’anno, il patrimonio necessario salirebbe indicativamente a 500.000 euro.

Naturalmente è una semplificazione. Ma il ragionamento è più importante del numero.

La domanda non è più soltanto: “Quanto devo accumulare per la pensione?”. Diventa: “Quanto reddito mi mancherà per vivere come desidero?”

Una volta stimata quella differenza, possiamo iniziare a capire quale patrimonio servirà per finanziarla.

Perché il 4% non può essere uguale per tutti?

Immaginiamo ora due persone che possiedono entrambe 500.000 euro:

  • la prima va in pensione a 67 anni, possiede la propria abitazione e riceve una buona pensione pubblica,
  • la seconda smette di lavorare a 55 anni e il patrimonio rappresenta una parte fondamentale delle sue future entrate.

È evidente che quei 500.000 euro non possono essere gestiti allo stesso modo. Contano l’età, le altre fonti di reddito, la composizione degli investimenti, gli obiettivi familiari e la capacità di adattare le proprie spese.

E conta anche quando arrivano i rendimenti.

Il rischio di un ribasso nei primi anni di pensione

Subire un forte ribasso dei mercati nei primi anni della pensione, mentre nel frattempo stiamo prelevando denaro dal portafoglio, può essere molto più problematico rispetto a subire lo stesso ribasso anni dopo.

Per questo trasformare un patrimonio in reddito richiede una pianificazione diversa rispetto alla fase in cui lo stavamo semplicemente accumulando.

A cosa servono davvero i nostri soldi?

È questo l’aspetto della regola del 4% che trovo più interessante: non stabilire se la percentuale corretta sia esattamente il 4%, il 3,5% o un altro numero, ma ricordarci perché abbiamo costruito quel patrimonio.

Per anni investiamo pensando a quanto potrà diventare grande. Osserviamo rendimenti, mercati e valore del portafoglio.

Prima o poi, però, quel patrimonio dovrà iniziare a svolgere il lavoro per cui lo abbiamo costruito: finanziare la nostra vita.

Per questo forse la domanda più importante sulla pensione è: “Quale vita voglio potermi permettere quando smetterò di lavorare?”. Solo dopo possiamo iniziare a capire quanto patrimonio servirà davvero.

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