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La pensione, oggi, non è più qualcosa che va semplicemente “aspettata”. È diventata piuttosto qualcosa da pianificare. Molte persone, tuttavia, affrontano questo tema in modo molto generico. Si pensa alla pensione come a un momento lontano, quasi astratto, con la conseguenza che, quando si avvicina davvero, ci si rende conto che la situazione è diversa da ciò che ci sia aspettava.
Il focus non è più sul: “Quando andrò in pensione?”, ma su: “Come voglio vivere quando andrò in pensione?”. E questo cambio di prospettiva fa un’enorme differenza.
Pensione: i fattori che determinano il capitale necessario
Non esiste una cifra valida per tutti: ecco la premessa. Partiamo da questo concetto fondamentale, ovvero che non c’è un numero “giusto” uguale per tutti per vivere la pensione con la giusta tranquillità.
C’è chi immagina una pensione tranquilla, magari restando nella propria casa e mantenendo uno stile di vita semplice. E chi invece sogna viaggi, tempo libero, nuove passioni o, ancora, si desidera aiutare economicamente figli e nipoti.
Per questo motivo, il capitale necessario dipende da molti fattori personali; vediamo quali.
L’età in cui smetti di lavorare
Il primo fattore è il momento in cui andrai in pensione. L’età in cui immagini di smettere di lavorare cambia completamente il calcolo.
Andare in pensione prima, infatti, significa avere più anni da sostenere a livello economico e, di conseguenza, richiede più risorse. È molto semplice: chi pensa di lasciare il lavoro a 58, 60 anni dovrà affrontare una fase molto più lunga rispetto a chi continuerà fino ai 67 anni e oltre.
A questo punto è necessario aprire una parentesi su un altro tema spesso sottovalutato: la longevità. Vivremo più a lungo di quanto immaginiamo. Oggi la durata media della vita è molto più elevata rispetto al passato e ciò significa che la pensione potrebbe durare anche 25 o 30 anni. In pratica, una seconda vita.
Le regole del gioco cambiano del tutto perché la pensione non è più qualcosa che riguarda “gli ultimi anni”, ma una fase lunga della nostra esistenza, che richiede:
- reddito
- organizzazione
- patrimonio
- pianificazione.
Dove vivrai
Il luogo in cui trascorrerai la pensione avrà un impatto enorme. Dove e come vivrai farà una grande differenza: vivere in una grande città, in una località turistica o all’estero comporta costi molto diversi. Così come cambia tutto se la casa sarà di proprietà, in affitto o condivisa con altre persone.
La tendenza è di fare delle simulazioni sulla pensione; simulazioni che, però, restano molto teoriche e non tengono conto di aspetti come il cambiamento del costo della vita in base allo stile di vita che si desidera mantenere.
Non dimenticare che la pensione non è solo “riposo”.
Il tuo stile di vita
Lo abbiamo appena accennato: lo stile di vita che si pensa di adottare influirà sul denaro di cui avrai bisogno.
Quando si smette di lavorare, da un giorno all’altro ci si ritrova con molto più tempo a disposizione. E quel tempo, spesso, costa. Viaggi, hobby, sport, passioni ed esperienze: tutte attività bellissime che, però, richiedono risorse economiche.
Per questo motivo, quando si pianifica la pensione, bisognerebbe provare a immaginare quanto si spenderà e come si vorrà vivere.
La salute e le spese sanitarie
Il grande tema della salute è forse il punto più delicato. Con l’avanzare dell’età, infatti, aumentano anche le possibili spese sanitarie: assistenza domiciliare, visite specialistiche, strutture dedicate o, in generale, un maggiore bisogno di cure possono avere costi molto elevati.
È un elemento che spesso tendiamo a rimuovere, eppure dovrebbe essere parte integrante di qualsiasi pianificazione previdenziale seria. Perché vivere più a lungo è una grande opportunità, ma bisogna arrivarci preparati.
L’inflazione: il nemico silenzioso
Infine, non dobbiamo dimenticare un aspetto che prescinde dalle nostre scelte personali e che incide più di quanto ci aspettiamo sulle nostre risorse: l’inflazione.
Anche un’inflazione moderata, nel lungo periodo, può ridurre in modo significativo il potere d’acquisto dei nostri risparmi. In parole semplici: i soldi che oggi sembrano sufficienti, tra 20 o 30 anni potrebbero non esserlo più.
Ed ecco perché lasciare tutto fermo sul conto corrente, quando si parla di pensione, rischia di essere una scelta poco efficiente.
Quanto bisogna avere per la pensione? Le regole teoriche
Torniamo alla domanda iniziale e diamo uno sguardo anche alle diverse regole teoriche usate dagli esperti per cercare di individuare un range appropriato:
- arrivare alla pensione con un capitale pari a 8-10 volte il proprio reddito annuo
- avere un capitale pari il 70% del proprio reddito annuo moltiplicato per ogni anno di pensione futura (calcolato statisticamente).
Al di là delle formule, il punto vero è un altro: la pensione non si costruisce con una cifra “magica”, si costruisce nel tempo, gestendo i propri risparmi nell’ottica di vivere al meglio quella fase della vita, in base alle proprie esigenze.
Perché pianificare per tempo la pensione fa la differenza?
Dunque, il vero trucco è pianificare la propria pensione. Pianificare conta più del “momento giusto”. Molte persone, infatti, aspettano lo stipendio più alto, più tranquillità, più risorse… eppure il fattore più importante resta quasi sempre uno: il tempo.
Iniziare prima, anche con importi più contenuti, spesso fa molta più differenza rispetto a iniziare tardi con cifre elevate.
La pensione non è un numero, è un progetto di vita. Ed è forse questo il messaggio più importante: quando si parla di pensione non si parla solo di soldi, si parla di libertà, della possibilità di scegliere come vivere il proprio tempo, senza dipendere dagli eventi o dalle preoccupazioni economiche.
Affrontare la pensione all’ultimo momento è un rischio che non si può più correre; l’approccio più sicuro è quello della pianificazione fatta con anticipo, lucidità e consapevolezza.
Perché il futuro, ancora una volta, non si improvvisa, si costruisce.
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