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Nel mondo della finanza personale, soprattutto online, sembra esserci un solo vero obiettivo: diventare finanziariamente indipendenti.
Si tratta di un obiettivo che spesso viene interpretato così: poter fare quello che si vuole, quando si vuole, se si vuole. Senza, ovviamente, dover più lavorare.
Questa narrazione, in cui l’indipendenza finanziaria è presentata come un traguardo univoco, merita un’analisi più approfondita che consideri aspetti economici, psicologici e pratici spesso trascurati e che non si fermi all’unico traguardo di non lavorare più.
Cosa significa indipendenza finanziaria?
L’obiettivo comunemente promosso quando si parla di indipendenza finanziaria prevede una formula apparentemente semplice:
- ridurre le spese
- investire con disciplina
- accumulare un patrimonio significativo
- ritirarsi dal mondo del lavoro.
Questa visione, standardizzata, presenta però alcune criticità strutturali. Insomma, è necessario andare oltre gli stereotipi per esplorare davvero il concetto di indipendenza finanziaria.
Partiamo dai due principali problemi legati a questa interpretazione.
1. Sostenibilità economica a lungo termine
Parliamo del problema del tempo. L’aspettativa di vita si è allungata moltissimo.
Diventare finanziariamente indipendenti a 50 o 55 anni significa dover gestire risorse per decenni. Non si tratta di pochi anni, ma di un orizzonte temporale che spesso si aggira introno ai 30 o 40 anni.
Durante questo periodo considerevole, ci si può trovare di fronte, ad esempio, a:
- cicli di alta volatilità per i mercati finanziari
- decisioni emotive che compromettono strategie consolidate
- eventi imprevisti che spostano gli equilibri patrimoniali
- potere d’acquisto eroso dall’inflazione.
Insomma, mercati difficili, cattiva gestione o una forte emotività possono compromettere equilibri costruiti in una vita intera.
La gestione patrimoniale richiede una disciplina che il tempo libero illimitato non sempre favorisce.
2. Il paradosso degli investimenti e del tempo libero
Il problema del “troppo tempo libero” è un aspetto che incide, in peggio, più di quanto ci si aspetti in tema di finanze.
Infatti, più tempo libero hanno le persone, più tendono a “giocare” con il proprio patrimonio. Non per necessità, ma per noia; per cercare emozioni, per sentirsi attivi.
Nella maggior parte dei casi, quando le persone dispongono di tempo illimitato senza attività strutturate per il loro portafoglio, tendono a:
- aumentare la frequenza delle operazioni finanziarie
- cercare emozioni attraverso investimenti speculativi
- monitorare ossessivamente i portafogli
- ridurre le performance complessive degli investimenti.
In altre parole: troppo tempo libero, senza una struttura, può diventare pericoloso anche dal punto di vista finanziario.
Pianificazione finanziaria: il valore del lavoro
Il lavoro non è il nemico. Ecco un nuovo concetto da cui ripartire per un’idea più sana di indipendenza finanziaria.
È vero, c’è chi passa la vita facendo un lavoro che non ama, con l’unica speranza di “andare in pensione il prima possibile”.
Ma non è così per tutti. Molte persone trovano senso, relazioni e motivazione nel lavoro: in ufficio si creano amicizie, il lavoro li mantiene attivi mentalmente e dà una struttura alle giornate.
Non a caso, uno studio che ha analizzato per 30 anni i dipendenti della Shell Oil Company ha mostrato che il pensionamento precoce (a 55 anni) era legato a un tasso di mortalità doppio rispetto al pensionamento standard (a 65 anni). Tra i fattori determinanti:
- mantenimento delle capacità cognitive attraverso stimoli professionali
- preservazione delle reti sociali sviluppate nell’ambiente lavorativo
- routine quotidiana che favorisce abitudini salutari
- scopo e utilità sociale.
Lavorare può far parte dell’indipendenza finanziaria. Questo, ovviamente, non significa lavorare troppo o lavorare a qualsiasi costo, ma significa scegliere di lavorare.
Al contrario di ciò a cui la retorica dominante ci ha abituati, dobbiamo pensare che l’attività lavorativa può rappresentare un elemento positivo anche in presenza di indipendenza economica.
Come ridefinire l’indipendenza finanziaria?
L’indipendenza finanziaria, non equivale a smettere di lavorare. Si tratta piuttosto di avere regole.
Una gestione equilibrata del rapporto tra lavoro e finanze può basarsi su questi criteri:
- selettività nelle collaborazioni professionali (lavora solo con persone che rispetti e con cui stai bene)
- controllo dello stress lavorativo (se il lavoro ti consuma, non sei davvero libero; la libertà finanziaria dovrebbe consentire di ridurre o eliminare situazioni professionali che generano stress cronico)
- capacità di rifiuto (l’indipendenza finanziaria dovrebbe rendere più facile dire no a ciò che non vuoi più fare)
- priorità alle relazioni significative (Se il lavoro ti fa perdere ciò che conta davvero, non ne vale la pena; nessuna strategia finanziaria giustifica il sacrificio di relazioni familiari o esperienze personali).
La pensione non deve per forza essere una spiaggia o un campo da golf, può essere un equilibrio diverso: un mix tra lavoro, tempo libero, relazioni e stimoli.
Personalizzare la strategia finanziaria
La pianificazione finanziaria efficace considera le specificità individuali: aspirazioni professionali, bisogni relazionali, equilibrio personale.
In altre parole: l’indipendenza finanziaria non richiede per forza l’abbandono totale dell’attività lavorativa. Il modello standard del pensionamento anticipato non è per tutti e va bene così. Rappresenta un’opzione, non l’unica via percorribile verso la libertà economica e personale.
L’obiettivo dovrebbe essere, piuttosto, costruire una situazione economica che elimini l’obbligo di lavorare, trasformandolo in una scelta consapevole.
Solo così potrai costruire una vita – anche finanziaria – che ti assomigli davvero.
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